
Non si sono rinchiusi in casa a piangere, ma hanno avuto la forza di veicolare il dolore trasformandolo in un messaggio di impegno civile. L’esempio più recente lo ha dato Gino Cecchettin, il papà di Giulia, la studentessa universitaria vicina alla laurea uccisa a ventidue anni dal suo ex fidanzato.
Le parole pronunciate da Gino Cecchettin subito dopo il ritrovamento del corpo della figlia maggiore – abbandonato in un canalone a Pordenone tra il lago di Barcis e Piancavallo – e, soprattutto, durante i funerali della ragazza straziata da almeno venti coltellate, hanno impartito una potente lezione di umanità dove non c’è spazio per l’odio. Dove prevale l’esigenza di combattere una battaglia per Giulia e le tante, troppe, donne vittime del delirio di possesso degli uomini. Dove la disperazione di un padre colpito negli affetti più cari diventa lotta contro la piaga del femminicidio.

Non è difficile associare l’impegno assunto da Gino Cecchettin a quanto fatto da un altro papà che ha reagito alla morte del figlio mettendosi a disposizione degli altri, soprattutto dei giovani. Si tratta di Gianpietro Ghidini, che nel 2013 ha perso Emanuele, sedici anni, che si è gettato in un fiume a Gavardo, vicino Brescia, dopo aver assunto droga ad una festa. Attraverso l’associazione “Ema Pesciolino rosso”, fondata in memoria del figlio, Ghidini visita le scuole e i luoghi di aggregazione giovanile per raccontare la sua storia di dolore e sensibilizzare gli adolescenti sull’uso di sostanze stupefacenti.

Andando indietro nel tempo, un altro esempio di impegno e generosità oltre il dolore lo ha dato Gildo Claps, il fratello di Elisa Claps, uccisa il 12 settembre 1993 all’età di sedici anni: i resti del suo corpo sono stati ritrovati soltanto nel 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza. Anni e anni di ricerca di verità e giustizia per la famiglia Claps, durante i quali Gildo si è speso anche per aiutare gli altri. Nel 2002 ha fondato l’associazione Penelope che ancora oggi offre assistenza concreta ai familiari delle persone scomparse.
Storie di dolore e disperazione che sono germogliate dando frutti di solidarietà e speranza in una società che ne ha sempre più bisogno.