
Da anni si dedica ai centenari di Sardegna, fotografandoli e raccontando la loro lunga vita. Una passione, quella di Pierino Vargiu, 72 anni, originario di Aritzo e residente ad Elmas, in provincia di Cagliari, che gli ha fatto conquistare il ruolo di ambasciatore dei centenari in una terra dove si trova, tra la Barbagia e l’Ogliastra, una delle cinque “Blue zone” del mondo. Sono i luoghi dove le persone vivono più a lungo. Oltre alla Sardegna, sono stati individuati in Grecia (isola di Ikaria), Giappone (ad Okinawa), Costa Rica (Nicoya) e California (Loma Linda).

Ma la missione di Pierino Vargiu, con sempre accanto la moglie Angela Mereu che cura le interviste ai centenari, non si limita alla zona blu. Pierino e Angela viaggiano in tutta la Sardegna, da dove arrivano continue richieste della loro presenza per fare immortalare quelle che Vargiu definisce “Le perle di Sardegna”.

La fama di queste foto preziose (sono quasi cinquecento, ad oggi, quelle che ritraggono sardi che hanno raggiunto e superato il secolo di vita, e oltre tremila con anziani vicini al traguardo dei cento anni) da tempo ha oltrepassato i confini italiani, grazie anche a due libri e una mostra, quest’ultima ospitata in Svizzera, Germania e Canada. Lavori che, attraverso gli scatti firmati Vargiu, riassumono la storia dei centenari. Sono immagini che esprimono la bellezza e la forza dei sardi e la storia di un territorio eccezionalmente bello. E’ la vita raccontata da rughe, sorrisi timidi, mani nodose e occhi profondi. Foto che si possono ammirare anche su Facebook, dove è molto seguita la pagina curata da Pierino Vargiu, “Centenari di Sardegna”, che conta oltre 60mila followers.

Pierino, quando e perché ha iniziato a fotografare i centenari della Sardegna?
Ho iniziato dieci anni fa nelle sagre paesane e soprattutto nelle processioni religiose, quando ho notato che molti anziani si trovavano sull’uscio di casa perché a causa della loro età avanzata e delle condizioni di salute non potevano partecipare attivamente, ma erano comunque presenti.
Ha così deciso di valorizzarli e conoscerli meglio. Qual è la persona più anziana che ha fotografato?
Una donna di 111 anni e mezzo e un uomo di 112 anni, li avrebbe compiuti un mese dopo.
Tra i centenari sardi ci sono più donne o più uomini?
Gli uomini sono pochissimi, sono soprattutto donne. Una di loro l’ho fotografata a 95 anni e ha raggiunto i 106, mi dicono che porto fortuna. Fa piacere. A febbraio sarò da una donna che compie 109 anni, ha chiesto ai familiari di chiamarmi come fanno in tanti. Sono contento di incontrarli e conoscerli. La cosa più bella è che quando andiamo via ci dicono di tornare presto.

Cosa la colpisce maggiormente di queste persone che hanno raggiunto o superato di molto il secolo di vita?
La loro gentilezza, la loro accoglienza e il racconto della loro vita. Sono persone che hanno visto due guerre, che hanno sofferto la fame e lavorato duramente.
Quali sono le condizioni di salute dei centenari che incontra?
Tanti stanno bene, altri sono allettati o sono assenti con lo sguardo, ma io non faccio selezioni. Per me sono tutti uguali.
Quanto tempo dedica a questa particolare passione?
Una passione che ci ha cambiato la vita, ci piace girare la Sardegna e incontrare le perle. Lo facciamo quasi tutti i giorni, ci chiamano continuamente. Anche quando sono in vacanza faccio foto ai centenari, perché non c’è un paese della Sardegna che non ne abbia almeno uno. Sono dappertutto.

La mostra con le sue foto è stata ospitata anche all’estero. Una bella soddisfazione. Cosa racconta questa mostra?
La mostra contiene 55 immagini, corredate dai pensierini: sono una sintesi della vita della persona fotografata. A colpire chi ha visitato la mostra sono state soprattutto le mani dei centenari: sono mani di chi ha faticato tanto per sopravvivere, soprattutto in campagna, in famiglie numerose. Ogni foto racconta una storia. Ne ho sentite tante, belle e brutte. Sono le storie delle perle di Sardegna.
