C’era una volta il Carosello

Susanna tutta panna, Carmencita, Calimero, Miguel (son mi), l’ippopotamo dei pannolini: sono soltanto alcuni dei più famosi personaggi che animavano il Carosello televisivo. Quello, per intenderci, da vedere prima di andare a letto come una volta si diceva ai bambini. Altri tempi, altri modi di proporre la pubblicità.

A ripensarci adesso, Carosello non è stato solo marketing, ma ha rappresentato la storia di un’epoca (tra il 1957 e il 1977). La Fondazione Magnani-Rocca dedica al Carosello una mostra nella Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, che si può visitare fino all’8 dicembre 2019, curata da Dario Cimorelli e Stefano Roffi.

Il percorso espositivo presenta i manifesti, i bozzetti e gli spot (ma allora neanche si chiamavano così) di quelle originali scenette con spesso protagonisti personaggi celebri come Mina, Frank Sinatra, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Gianni Morandi, Totò, Alberto Sordi, Virna Lisi, Vittorio Gassman, Mike Bongiorno, Pippo Baudo, Raffella Carrà, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, dove, oltre ai saggi dei curatori e alla riproduzione di tutte le opere esposte, vengono ripubblicati testi fondamentali di Omar Calabrese su Carosello e su Armando Testa, a cui vengono affiancati nuovi testi di Emmanuel Grossi su cinema, musica e animazione in rapporto a Carosello, Roberto Lacarbonara sull’attività di Pino Pascali in ambito pubblicitario, Stefano Bulgarelli sulla Scuola modenese di Carosello. 

<Carosello – spiegano gli organizzatori – era trasmesso in bianco e nero, ma aveva i colori del consumo, un nuovo mondo di beni luccicanti che per la prima volta si presentavano sulla scena sociale: lavatrici, frigoriferi, automobili, alimenti in scatola e tanto altro. E ha insegnato così a vivere la modernità del mondo dell’industria e come questi beni andavano impiegati e collocati nel modo di vita di ciascuno. Carosello non era solo pubblicità, ma un paesaggio fiabesco dove regnavano felicità e benessere, affascinante per una popolazione come quella italiana che proveniva da un lungo periodo di disagi e povertà>.

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