Il calvario di Chiara, massacrata dal suo uomo

Massacrata di botte dal fidanzato. Colpita con calci e pugni sulla testa per ore. Nove mesi di coma e poi il lento risveglio. Ma Chiara (foto in alto) non è più la stessa, il trauma lascia segni indelebili. Chiara non parla. Chiara è su una sedia a rotelle. E da quel giorno maledetto trascorre anni difficili, ricoverata in più ospedali dove subisce numerosi interventi chirurgici. La sua vita è devastata, ma Chiara è forte, vuole andare avanti. Soprattutto vuole superare le violenze patite da quello che era il suo compagno, Maurizio Falcioni, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per tentato omicidio e maltrattamenti, pena che l’uomo sta scontando nel carcere di Velletri.

Chiara Insidioso ha soltanto 19 anni quando il compagno, quasi il doppio della sua età, la riduce in fin di vita. E’ il 3 febbraio del 2014. Al culmine di una lite, scaturita dalla gelosia ossessiva di lui, nella casa dove vivono insieme a Casal Berlocchi, vicino Roma, Maurizio Falcioni si accanisce contro la ragazza. Non è la prima volta che la picchia, ma in questo caso la furia è incontenibile. Quando la soccorrono, Chiara giace in una pozza di sangue. E’ l’inizio di un lungo calvario.  

Attualmente Chiara si trova nella struttura dell’associazione onlus Casa Iride, a Roma, dove si accolgono pazienti in stato vegetativo.  E’ qui da tre anni, ma i genitori lottano per dare a Chiara una sistemazione più adeguata. Chiara non è in stato vegetativo, continua a gridare la mamma Danielle Conjarts, olandese, che ha lanciato su Facebook l’hashtag #unastrutturaperchiarainsidioso per chiedere alle istituzioni, a chi ne ha potere, di occuparsi della giovane sopravvissuta. E’ l’appello di una donna che ogni giorno parte da Cerveteri, dove abita, e muovendosi con i mezzi pubblici va da Chiara e le sta vicino per qualche ora.

Danielle (nella foto sotto con Chiara) è una bella donna che ha sul viso i segni della sofferenza, ma nel cuore la speranza di una vita migliore per la sua unica figlia. E’ una donna gentile e forte. Testarda, come si definisce lei.

Danielle, come sta adesso Chiara?

Chiara capisce tutto, conosce due lingue perché io ho sempre parlato con lei in olandese. Capisce tutto, ma non parla.

Perché chiede una nuova struttura dove portare Chiara?

Casa Iride è una struttura eccellente per chi è in stato vegetativo, ma Chiara non è in questo stato. A Chiara serve un posto dove può incontrare altri ragazzi, dove ci sono attrezzature adatte, dove può fare la logopedia. Ha bisogno di socializzare perché questo a Chiara manca proprio.

Esistono in Italia strutture del genere?

Ci sono, ma sono poche.

Chi dovrebbe intervenire per trasferirla in un posto più adatto a lei?

Penso il giudice tutelare, ma soprattutto la sanità pubblica, che però purtroppo in Italia non funziona bene.  

Chiara è stata almeno risarcita per quanto le è accaduto?

Fino ad ora no. Il risarcimento è stato stabilito, lui dovrebbe dare 400 euro al mese, questo ha deciso la Cassazione, lavorando in carcere. Ma al momento Chiara non ha ricevuto nulla. Chiara prende 290 euro di pensione e 500 di accompagnamento.  Niente altro.   

Chiusa la vicenda giudiziaria, ora bisogna pensare al futuro di Chiara. Dal punto di vista medico, ci sono buone possibilità che Chiara si riprenda ancora di più?

I medici non si sbilanciano, dicono che dopo cinque anni una persona con questo tipo di lesioni non può migliorare. Invece Chiara sta migliorando, lo vedo ogni giorno. Mia figlia è un miracolo, ha una grande forza, più di me che sono molto testarda. Lei è stata sempre una capocciona e il suo carattere è rimasto come era. Lei reagisce: si offende, ride, piange, si arrabbia. Le ho comprato un tablet, lei fa le ricerche, va a cercare gli amici su Facebook, fa le videochiamate. Ecco perché penso che in una struttura diversa potrebbe migliorare molto. Chiara ha bisogno di stimoli, di incontrare gente, lei cerca i contatti. E nella struttura dove si trova oggi è limitata in questo.

Cosa si sente di dire sulla storia terribile di Chiara vittima di un uomo violento? Possiamo solo immaginare il suo dolore di mamma.

Ho cercato di essere forte, ma per il dispiacere ho avuto un infarto e due anni dopo ne ho rischiato un altro. Sono crollata per lo stress, per il dolore. Di stress ne ho molto, anche per il viaggio di due ore e mezza che ogni giorno affronto. Ma per Chiara lo faccio volentieri, lei ha bisogno di me e io ho soltanto lei.  

Chiara ricorda quanto di orribile le è accaduto?

Certo, lo ricorda da almeno due anni. Io gliel’ho anche chiesto in modo esplicito e lei mi ha risposto sì.

In un’intervista, l’aggressore di Chiara ha dichiarato di essere pentito, di voler chiedere scusa.

Per carità, ma di che cosa? Chi lo conosce bene sa che è sempre stato un violento e nessuno ci ha mai chiesto scusa, nemmeno i suoi familiari.

Lei e il papà di Chiara, il suo ex marito, vi siete sempre opposti al rapporto tra Chiara e Falcioni.

Certo. Chiara ha vissuto con me fino a 17 anni, poi si è trasferita dal padre per motivi di studio.  Per me è stato un duro colpo. Quando ho saputo che stava con lui ho sempre detto che non andava bene, ma Chiara non ha voluto sentire nulla.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.