Casa Pappagallo, la goduria del cibo sul web

Non chiamatelo chef, lui è un cuciniere curioso. Si autodefinisce così Luca Pappagallo, 55 anni, tra i più seguiti e amati cuochi del web, che spadella dalla sua abitazione di Arcidosso, in provincia di Grosseto, strappando like su like alla miriade di ammiratori che lo segue costantemente. Del resto, le dinamiche della rete Pappagallo le conosce bene. Già nel 1999, quando internet era ancora tutto da scoprire, lui ha fondato Cookaround, tra i primi siti dedicati alla cucina in Italia, che continua a gestire anche dopo il passaggio di proprietà a Mondadori. Ma oggi la sua forza è Casa Pappagallo, il blog nato un anno e mezzo fa, da dove ogni giorno il cuciniere curioso sforna piatti golosi, autentici e soprattutto facili da replicare. Con l’immancabile godurioso assaggio finale.

Qual è il segreto di Casa Pappagallo?


Casa Pappagallo nasce dal concetto che cucino a casa mia in maniera diretta e semplice, con proposte mai sopra le righe, senza stare lì a pontificare, senza fare show. Parlo con le persone che mi seguono, non propongo tutorial, cucino in modo rilassato. Credo sia questo che piace alla gente. Il gradimento sta salendo in modo esponenziale, come interazioni siamo ai livelli di Giallo Zafferano, non è poco.  

Come è nata la tua passione per la cucina? E come è iniziata la tua avventura sul web?

Del tutto in modo casuale. L’amore per il cibo è nato seguendo la nonna e la mamma, mi piaceva guardare e assaggiare. Poi ho iniziato a raccogliere informazioni, ho viaggiato molto, ho preso contatti con chi cucinava in più parti del mondo e riportavo le loro ricette con lo stile italiano. Una raccolta che è diventata una specie di quadernino delle ricette, sai quelli di una volta con tanti appunti, con foglietti volanti, dove si scriveva chi aveva dato la ricetta. Ho portato questo in rete nel 1999 quando internet era appena agli inizi e non aveva neanche una buona reputazione. Ma io ci ho creduto e da lì è partito tutto.

Non hai mai avuto un ristorante, nonostante la lunga esperienza ai fornelli. Perché?    

Non sono mai stato interessato, credo che avere un ristorante significhi dover fare bene poche cose. In questo modo, come cucino io, si può fare bene molte più cose.

Che effetto fa sapere che migliaia di persone ti seguono e, a leggere i commenti sulla tua pagina Facebook, sono entusiasti dei tuoi piatti?

Una soddisfazione enorme. Cosa c’è di più bello di leggere che ormai sono uno di famiglia e che copiare le mie ricette è facile e fanno fare bella figura? Questa mattina ho postato la ricetta di una torta e dopo poco tempo, credimi, già mi inviavano foto del dolce in preparazione. Mi fa un enorme piacere.

Come definiresti le tue ricette? Punti sul tradizionale o ti piace inventare anche nuovi piatti?

Direi che prediligo la cucina semplice e tradizionale con qualche contaminazione dovuta ai miei viaggi, ma mai estrema. Chi dice di inventare nuovi piatti è un pallonaro, ormai non c’è più niente da scoprire.

Da tempo la televisione è invasa dai cosiddetti show cooking, una moda che sembra non tramontare mai. Qual è la tua opinione a proposito?

Ho partecipato spesso a “La prova del cuoco” con la conduzione di Elisa Isoardi, non sono contrario alla cucina in televisione. Quello che è importante è fare bene questi programmi e non tutti ci riescono, ma comunque non passeranno mai di moda perché tutti mangiamo e non ci nutriamo semplicemente.

Durante il lockdown il cibo è diventato un punto centrale della nostra vita in isolamento. Dal tuo osservatorio che riscontri hai avuto in tal senso?

Per quanto riguarda Casa Pappagallo durante il lockdown abbiamo avuto un aumento del 400-500% di interazioni, un incremento esponenziale che aveva dell’incredibile e molti mi hanno conosciuto in quel periodo. C’è stata poi una fase calante in cui le persone si erano stancate anche del cibo, ma superato questo momento depressivo siamo tornati a numeri eccezionali.

Ci sono in vista nuovi progetti o continuerai ancora per molto con Casa Pappagallo?

Sicuramente continuo con Casa Pappagallo, ma sto pensando a nuovi format per aggiungere qualcosa e migliorare. Una volta internet era solo velocità, oggi alla velocità bisogna aggiungere la qualità e con il mio staff, in totale siamo sette persone, pensiamo sempre a nuovi modi per raggiungere più utenti possibili. Ad esempio, da poco abbiamo inserito i sottotitoli ai video, che permettono a chi vuole di seguire facilmente la ricetta anche quando è in giro, quando si trova su un autobus.

Guardando i tuoi video, si capisce che oltre a cucinare ti piace molto anche mangiare e di tutto.  Ma se dovessi scegliere un solo piatto, il tuo preferito?

Vado sempre sulla semplicità e dico spaghetti al pomodoro. Perché se hai un pomodoro buono, non serve altro.

p.s.  Lo ammetto: anche io sono tra le migliaia di persone che replica le ricette di Luca.  Confermo che sono semplici, gustose e danno grandi soddisfazioni. Grazie, cuciniere curioso.

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