Un nuovo presidio contro la violenza sulle donne

Si presenterà con un convegno in programma sabato 20 gennaio 2024 a Palazzo Bonifacio VIII, la nuova associazione “Libero Sorriso” nata ad Anagni, in provincia di Frosinone, per “promuovere e tutelare i diritti umani e l’uguaglianza di genere – si legge in un comunicato stampa diffuso subito dopo la costituzione – e porsi come punto di riferimento sul territorio per tutte le donne che subiscono e hanno subìto violenza”.

L’associazione si propone “di favorire incontri e aggregazioni per sensibilizzare e diffondere la conoscenza del fenomeno e assolvere alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l’educazione permanente del rispetto della persona in quanto tale”.

Un nuovo presidio contro la violenza sulle donne voluto da un gruppo di donne “con esperienze e competenze nel sociale, nell’educazione, ma anche studentesse e giovani lavoratrici accumunate dal desiderio di mettere a disposizione della comunità il proprio tempo e la voglia di fare”.

Sandra Tagliaboschi

A presiedere l’associazione è stata chiamata Sandra Tagliaboschi, insegnante anagnina. <Accolgo con entusiasmo – ha dichiarato – l’importante incarico. Lavoreremo per realizzare progetti culturali ed educativi rivolti all’educazione ed alla prevenzione della violenza di genere, ma anche alla prevenzione del bullismo, della povertà educativa, del disagio con un impegno a promuovere attività di cooperazione attraverso i valori della solidarietà>.

Il convegno del 20 gennaio, la prima iniziativa dell’associazione, affronterà da vari punti di vista le tematiche che sono al centro della mission del gruppo, attraverso gli interventi di esperti e professionisti.

Punti di vista molteplici perché il fenomeno dei femminicidi, che non può essere considerato un’emergenza ma piuttosto un problema strutturale, investe numerosi aspetti della società. Una società lungi dal definirsi civile finché la libertà di scelta della donna sarà un rischio per la sua stessa vita, finché la cronaca registrerà la morte di una donna ogni due-tre giorni (un dato che le statistiche confermano da anni) per mano di un uomo incapace di accettare un no.    

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