Ivana Pagliara, quando il turismo diventa marchio di successo

Ha oltre 25 anni di esperienza nei settori del turismo e della cultura, di cui si occupa a 360 gradi attraverso PromoTuscia (Destination Management Company e Tour Operator) che fa conoscere e valorizza il territorio di Viterbo, nota come Città dei Papi, e la sua provincia. Ivana Pagliara, insegnante di francese, ha trasformato le sue passioni in una importante attività imprenditoriale e in un brand di successo.  

Come ha iniziato ad appassionarsi di turismo?

Devo molto al mio Erasmus a Parigi nel 1993. Studiare letteratura francese nella Ville Lumière mi ha dato la possibilità di vivere il modo in cui i beni culturali sono valorizzati dai cugini di Oltralpe e di immaginare come adattarlo nella realtà che mi apparteneva. Ciò che andavo maturando era capire come riempire il gap che separa la ricchezza del patrimonio culturale e le professionalità ad esso collegate con il mondo imprenditoriale. Un corso di formazione per manager dei beni culturali, realizzato dall’Associazione Industriali e inserito nel programma europeo NOW (New opportunità for women) seguito per nove mesi nel 1994, mi ha permesso di conoscere la mia socia, Maria Luigina Paoli, e, insieme a lei, trasformare in una realtà imprenditoriale le mie intuizioni.

Da cosa nasce Promo Tuscia e cosa propone?

PromoTuscia nasce in provincia di Viterbo per valorizzare e promuovere l’offerta turistica del territorio e, sin da subito, riesce a dar voce a varie anime al suo interno. Da quella legata al marketing territoriale, mettendo in atto progetti e strategie per lo sviluppo del capoluogo, di borghi, di aree boschive di rara bellezza attraverso il connubio con la letteratura (“Il Borgo si racconta” a Vitorchiano), il teatro (“Il Bosco incantato” nel Bosco del Sasseto ad Acquapendente); l’uso di nuove tecnologie e laboratori legati a saperi che fanno l’Italia e i suoi artigiani unici al mondo (“Civita in tutti i sensi”a Civita di Bagnoregio; l’arte contemporanea (“Genius Loci” a Viterbo). Altro focus è quello rappresentato da “Il Giardino Segreto. Garden Tours” una linea di viaggi nata in Tuscia ma che ben presto si è ampliata come raggio di azione in tutta Europa e in Africa settentrionale alla scoperta di giardini e dimore storiche. Infine PromoCulture, la sezione che si occupa di gestione museale in bellissimi borghi della Sabina come Fara e Castelnuovo di Farfa. Quest’ultimo vede l’arte contemporanea, sotto il segno di Maria Lai, illuminare gli aspetti antropologici legati all’olio e alla sua lavorazione: ciò che ne deriva è una sintesi poetica che mira a coinvolgere il visitatore in una serie di esperienze totalizzanti che hanno come filo conduttore la cultura olivicola. A Fara, il Museo archeologico dedicato ai Sabini e il Museo del Silenzio, dedicato alla vita di clausura, sono solo alcuni dei motivi per visitare “Il borgo delle emozioni”, dove ha sede il celebre e internazionale Teatro Potlach e si svolge l’imperdibile rassegna Fara Music.

Due donne hanno dato vita a questo progetto. Un caso o le donne hanno la cosiddetta marcia in più? 

Il ruolo delle donne alla guida delle aziende risulta, a mio avviso, particolarmente strategico in un momento come questo attuale segnato dalla pandemia. La loro capacità di adattamento è preziosa per ridefinire e riqualificare le attività che non possono ricalcare schemi stabiliti. Se questo principio è valido sempre lo è ancora di più in piena crisi. I dati allarmanti relativi alla disoccupazione femminile di questo ultimo anno sarebbero di certo diversi se ci fossero più presenze femminili nei ruoli chiave, a patto però che siano donne che non applichino categorie maschili ma si pongano con spirito di servizio all’interno delle squadre da loro coordinate. Ho vissuto sulla mia pelle quanto la rigidità e l’ottusità di chi ci è accanto nel mondo del lavoro possa ostacolare la possibilità di conciliare la sfera professionale con quella familiare. Ciò che ha segnato me, in una certa fase della mia vita, deve essere completamente ribaltato nel quotidiano di chi lavora in PromoTuscia. La flessibilità dell’orario, l’ascolto delle singole esigenze, porta ad avere una squadra motivata e coesa. Non è sempre facile: le esigenze sono diverse e c’è bisogno di uno sforzo quotidiano per soddisfarle tutte, ma il risultato finale è quello di raggiungere un’armonia e rendere il lavoro un ambito in cui ci si realizzi senza rinunce.

Come si è evoluto il turismo negli anni?

La tendenza verso la fruizione del turismo sportivo è sempre più accentuata. Durante il lockdown abbiamo assistito a una vera e propria nascita di una “religione della natura” che ha portato tutti noi alla riscoperta di attività cosiddette green. Il periodo di cattività ha aumentato anche il desiderio di un turismo esperienziale, da vivere utilizzando tutti i sensi e, in particolare, il tatto. La corsa verso l’e-commerce ha accentuato la tendenza all’acquisto autonomo e online dei servizi turistici. L’enogastronomia è il fil rouge che lega tutte le proposte turistiche e deve essere accompagnata sempre da un imperativo categorico: l’autenticità.

Le potenzialità del turismo ai fini occupazionali sono sfruttate a pieno in Italia?  

Nell’ultimo periodo si è assistito a una vera rivoluzione per quanto riguarda il turismo. Ritengo che il comparto turistico sia gestito in modo ottimale solo in minima parte sul territorio nazionale. I meccanismi che regolano l’apporto dei professionisti del marketing territoriale sono affidati alla buona volontà di qualche amministratore.

Il turismo è uno dei settori maggiormente penalizzati dall’emergenza sanitaria. Come vede il futuro di un così importante comparto per il nostro Paese?

In un momento così cruciale per la rinascita del paese, il turismo ha un ruolo di primaria importanza. Vedo una ripartenza legata perlopiù al turismo individuale e italiano per tutto il 2021. Auspico un ritorno alla normalità per il 2022 ma credo che sia difficile ritornare a eventi legati a una presenza di grandi assembramenti anche per il prossimo anno. Mi auguro fortemente che l’insieme delle misure di cui il nostro paese beneficerà possano avere un’incidenza decisiva soprattutto per la valorizzazione dei borghi e del turismo interno. I nostri borghi rappresentano un vero patrimonio per l’Italia, sia materiale che immateriale: dare loro lo spazio che meritano, con operazioni di valorizzazione dei saperi artigianali ed enogastronomici, delle microstorie in essi contenute, dei tessuti sociali che ancora hanno una tenuta essenziale per limitare fenomeni di marginalizzazione. Il borgo lo si può visitare ma si può anche scegliere per trascorrervi parte della propria vita lavorativa in smart working, approfittando della qualità del tempo che ci permettono di trascorrere. PromoTuscia è a disposizione di amministrazioni che vogliano definire uno sviluppo turistico dei territori mettendo da parte improvvisazione e casualità, il nostro obiettivo è sempre quello di una crescita sostenibile che coinvolga la comunità ospitante e si faccia motore di occupazione attraverso attività formative rivolte soprattutto ai giovani.