La mia band è differente

Starò sempre dalla parte dei giovani che tentano di trovare una strada per raggiungere i propri sogni. Anche per questo motivo  ho voluto incontrare Matteo Dell’Omo, di Anagni, in arte Antòn, – nome scelto in ricordo del padre scomparso Antonio – che sogna di far conoscere le sue canzoni. Le scrive da quando aveva 20 anni. Ora ne ha 27 e da poco ha lanciato il brano “Soli contro tutti” accompagnato da un video. Prima di questo singolo ha pubblicato “Quante cose” e “Maledetta luna”. Tutte canzoni molto gettonate sul web e trasmesse da varie radio private.

Come è nata la tua passione per la musica?

L’ho sempre avuta, fin da quando ero piccolo. Per un certo periodo mi sono dedicata ad altre cose pur continuando ad ascoltare e a pensare alla musica, ma a venti anni ho comprato una chitarra e ho iniziato a scrivere canzoni.

Hai avuto anche un’esperienza a Sanremo.

Nel 2017 ho partecipato, al Palafiori di Sanremo, ad un concorso parallelo al Festival con la canzone “Quante cose”, vincendo anche un premio.

Proprio in questi giorni si sta svolgendo il Festival. Cosa ne pensi? Lo segui?

Lo sto seguendo un po’, credo che si dia più importanza ai cantanti che alle canzoni, invece dovrebbero essere protagoniste queste ultime, visto che è il Festival della canzone italiana. So di canzoni eliminate che sono molto più belle di quelle ammesse proprio perchè prevale la fama dell’artista che assicura un certo share.

Quali sono i tuoi generi musicali e cantanti preferiti?

Il rock, canzoni italiane, la musica inglese, Vasco su tutti e Renato Zero.

Come potrebbe essere definito il tuo genere musicale?

Pop-rock con testi attuali e polemici.

A chi è rivolta la polemica?

I miei testi parlano soprattutto della società attuale e dei problemi del nostro Paese che sono sotto gli occhi di tutti e cerco in particolare di risvegliare la coscienza dei giovani per incitarli al cambiamento.

Cosa hanno i giovani, oggi, che non va?

Si lamentano un po’ troppo, invece dovrebbero rimboccarsi le maniche.

Quali sono le difficoltà che hai incontrato o stai incontrando per inserirti in un mondo sicuramente difficile?

Agli inizi tanta gente vuole approfittarsi della tua voglia di fare, del tuo lavoro, promettono senza mantenere, cercano di sfruttarti per interessi economici. Sono delle situazioni che ho vissuto sulla mia pelle, ecco perché mi sento di dire ai giovani che vogliono intraprendere questa strada di fare tutto da soli, se hai talento qualcuno se ne accorgerà.

Nel video di “Soli contro tutti” hai un gruppo musicale particolare, formato da bambini. Ha un significato questa scelta?

E’ il mio primo video e sì, c’è un motivo. Una volta sono stato scartato ad un concorso perché cantavo da solo, mi hanno detto di farmi una band. E io l’ho trovata! Sono bambini di sei anni che crescono, in un certo senso, soli contro tutto come il titolo della mia canzone.

Dopo questa canzone quali sono i tuoi progetti?

Ho scritto già altre canzoni, vorrei fare un album, ma il mio vero obiettivo è quello di andare avanti e non solo per la notorietà. Il mio sogno è quello di far conoscere i miei lavori , lanciare dei messaggi ad un pubblico sempre più vasto.

Già, i sogni. Guai a non averne e a non coltivarli. Buona fortuna Antòn!

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