Un esercito di fantasmi

Un esercito di persone scomparse. Un esercito di fantasmi. Nel 2018 sono sparite nel nulla 4.723 persone in più rispetto al 2017. Sono i dati forniti dalla relazione semestrale dell’ufficio del commissario straordinario del governo per le persone scomparse, che definisce il fenomeno “devastante e sconvolgente nonostante aumentino i ritrovamenti e la prevenzione”. Dalla stessa relazione apprendiamo che dal 1974 (è l’anno di avvio delle statistiche in materia) al 31 dicembre 2018 le persone scomparse in Italia sono 229.687. Ne sono state rintracciate 171.974. Questi numeri tengono conto sia dei cittadini italiani sia di quelli stranieri che vivono in Italia. In particolare, quando si parola di stranieri si fa riferimento ai minori dei quali perdono le tracce una volta arrivati nel nostro Paese, con il rischio che vengano ridotti in schiavitù dalle organizzazioni criminali.

Un dato positivo comunque c’è: l’aumento dei ritrovamenti che sono, al 31 dicembre 2018, il 74,4 per cento, contro il 57,8 per cento del 2017. Nel dettaglio, nel 2018 le denunce di persone scomparse sono state 18.468 persone e di queste sono 13.745 quelle non ancora ritrovate. Gli italiani scomparsi all’estero sono 235 minorenni, 168 maggiorenni e 29 over 65.  Le regioni con il più alto numero di ricercati sono la Sicilia (16.635), il Lazio (8.023), la Lombardia (6.103), la Campania (4.699), la Calabria (4.659) e la Puglia (4.080).


Ma perché una persona, che spesso apparentemente vive in tranquillità, sparisce all’improvviso? In questo caso la relazione sottolinea che “la motivazione dell’allontanamento volontario in caso di scomparsa di una donna, anche minorenne, sia in realtà da rubricare come “possibile vittima di reato”, ponendo l’attenzione, una volta di più sulla tragedia dei femminicidi. Secondo i dati del Ministero dell’Interno – si legge ancora – nei primi 9 mesi del 2018 sono stati 81 i casi di allontanamento dalla casa familiare di una donna spesso a causa di “reati spia” ovvero atti persecutori, maltrattamenti, violenze e percorse. Ma ancora più spesso è accaduto che una donna sia stata denunciata dal marito o compagno per essersi allontanata dalla propria casa, dalla propria prole per altri interessi. La realtà, secondo l’esperienza maturata in questi anni, celava un’altra verità, la donna scomparsa era stata uccisa e occultata dall’autore della denuncia”.

C’è poi la casistica dei possibili disturbi psicologici che comprende 581 casi, 473 italiani e 108 stranieri (12 minorenni, 416 maggiorenni e 153 over 65). Molto spesso si tratta di malati di Alzheimer o di adulti affetti da malattie neurologiche. Mentre le sottrazioni dei minori da parte di un coniuge o di un familiare sono 454.

Il fenomeno delle scomparse è un’emergenza tale da coinvolgere non solo forze dell’ordine e inquirenti, ma anche trasmissioni televisive (“Chi l’ha visto?” di Rai Tre è un baluardo dell’informazione in tal senso), associazioni nate ad hoc (come Penelope) e una buona fetta di altri settori della società.   

Nell’epoca del web, anche Facebook dà una buona mano a veicolare informazioni, avvistamenti, approfondimenti, segnalazioni. E’ il caso della pagina Missing People Italy (nella foto in alto la loro copertina) aperta a giugno del 2012, 6000 followers, gestita da volontari di più parti di Italia, dalla Liguria alla Sicilia, che si sono messi a disposizione de familiari degli scomparsi per aiutarli a ritrovare i propri cari. Spiegano gli amministratori: <Siamo persone sensibili alla tematica delle persone scomparse. Anni fa, con altre persone che nel frattempo per vari motivi non gestiscono più la pagina, decidemmo di creare la pagina stessa per diffondere gli appelli sul web. La problematica “persone scomparse”, è spesso sottovalutata, è un vero e proprio fenomeno sociale del quale si parla ancora poco. Alla nostra pagina è associato un blog con schede di persone scomparse, autorizzate dalle famiglie. Cerchiamo sempre di valutare con attenzione gli appelli che girano in rete (la materia ” privacy” è una cosa molto delicata) prima di postare. Tempo fa decidemmo di denominare la pagina in inglese per poter permettere alle tante persone straniere (che spesso ci contattano) che chiedono aiuto. Non siamo un’associazione ufficiale, ma un gruppo di volontari online. Grazie ad internet ed alle tante pagine internazionali dedicate a questa tematica nei vari paesi d’Europa, abbiamo costruito una serie di contatti con associazioni internazionali ufficiali. Sulla nostra pagina cerchiamo di aggiornare quotidianamente con link su articoli di scomparsi, o condividendo appelli trovati in rete o schede presenti sul nostro blog. In passato abbiamo contribuito a risolvere alcuni casi grazie a persone che hanno visto gli appelli>.

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