Aggiungi un posto al sole

E’ il portiere di condominio che tutti vorremmo. Perché il condominio è il prestigioso Palazzo Palladini di Posillipo e lui è Raffaele Giordano, personaggio di punta della soap italiana “Un posto al sole”, un grande successo di Rai 3 in onda nella fascia preserale del palinsesto. Per Raffaele la guardiola è quasi una plancia di comando, da dove gestire le vicissitudini delle famiglie protagoniste della fiction. Nei suoi panni, fin dalla prima puntata del 1996, c’è Patrizio Rispo, napoletano doc di 63 anni, proveniente dal teatro dove ha recitato con artisti del calibro di Vittorio Caprioli e Valeria Moriconi, ricevendo importanti premi come migliore attore. Ha lavorato anche con Massimo Troisi e altri importanti colleghi, ha scritto commedie teatrali e collabora con l’Unicef.

Da 23 anni interpreta il personaggio di Raffaele Giordano. Cosa significa, per un attore, recitare un ruolo per così tanto tempo?

E’ un lusso raro interpretare per tanto tempo lo stesso personaggio, è un’esperienza psicologica importante. Anzi, più che interpretare vuol dire avere una vita parallela. In questi anni, nei panni di Raffaele Giordano, ho toccato corde che nella vita reale pochi uomini hanno toccato. Sono stato marito, genitore, amante, artista e tanto ancora. Direi che è l’equivalente di girare 1800 film e lavorare 360 giorni l’anno è un’esperienza unica. 

Qual è il segreto del successo di “Un posto al sole”?

Ormai ci siamo sostituiti a un giornale perché approfondiamo tutti i problemi della quotidianità e raccontiamo la cronaca, ma con un approccio positivo e solare. E di argomenti ne abbiamo affrontati tanti, anche quelli duri come la camorra e la violenza sulle donne. Quest’ultimo è protagonista proprio nelle puntate di questi giorni (il riferimento è alla violenza subita in famiglia da Adele Picardi, interpretata da Sara Ricci, ndr). E proprio nei giorni scorsi, sono rimasto sconvolto dalla morte di una nostra telespettatrice, Alessandra, che prendendo spunto dalla nostra puntata, scriveva in un post quanto fosse assurda la violenza sulle donne. Quella stessa violenza che, in maniera orribile, l’ha portata via. Andando su Google per documentarmi, di Alessandra uccise così ne ho trovato tantissime. Un dramma enorme.

 Che tipo di rapporto si crea tra attori che da tantissimi anni lavorano sullo stesso set ogni giorno?

Ormai siamo una famiglia, anche serena e felice perché non ci sono competizioni. Ognuno di noi ha un suo ruolo importante e definito e questo vale anche per tutta la macchina organizzativa che gira intorno alla soap.

Raffaele Giordano ha due grandi passioni: il Napoli e la cucina, ovviamente partenopea. Sono anche le passioni di Patrizio Rispo?

Assolutamente sì, anche perché gli autori si muovono tenendo conto delle reali passioni di noi attori.

E in cosa altro assomiglia a Raffaele Giordano?

Sicuramente per la curiosità, l’onestà, l’amore per la famiglia.

Come vive la popolarità e l’affetto di chi segue la fiction?

La gente mi considera più che un attore un parente. Mi ferma per strada e in me cercano Raffaele, è molto piacevole senza dubbio.

Lei proviene dal teatro. Cosa rappresenta per un attore questa esperienza?

Il teatro è uno strumento indispensabile, è come la bottega dell’accordatore per uno strumentista. Nel cinema e in televisione si può fermare la ripresa e rifare la scena, a teatro avere davanti il pubblico richiede lucidità e concentrazione. Ora lo faccio di meno, ma sono nel Consiglio di amministrazione del Teatro Nazionale Mercadante di Napoli, quindi dall’altra parte, e questo mi permette di aiutare i colleghi, che non stanno passando un bel periodo. Sono molto più utile da questa parte, anche perché non è frequente avere un attore nel Cda.

Pensa di continuare a interpretare il personaggio di Raffaele o nei progetti futuri c’è altro?

Il personaggio vorrei mantenerlo senz’altro, ma mi piacerebbe anche il cinema. Apprezzo molti registi italiani come Riccardo Milani, Paolo Sorrentino, Edoardo De Angelis, Mario Matone. E mi piacerebbe un personaggio di grande respiro, ovviamente diverso da quello di una soap. Un personaggio in una storia che si sviluppa in una fabbrica, in una piazza, insomma in un contesto diverso.  

Lei si impegna anche molto per la sua città. Ma come è Napoli, oggi?

Sono sempre pronto se si tratta di promuovere Napoli e quanto di buono ha. Ho appena partecipato alla prima puntata di una trasmissione di Tv2000 dedicata proprio alle positività di Napoli. La mia città è una fucina di talenti in fermento che lottano per le tante difficoltà che, per esempio, ha il Comune, con pochi soldi per tutelare il patrimonio artistico della città. Ma io sarò sempre in prima linea a difendere Napoli.

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