Il bestiario di Facebook

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Ho avuto più volte modo di dire la mia sui social, in particolare quello che penso di Facebook (anche con i post, su questo sito, Social ma non troppo e Travolti dalle fake news). Nuovi modi di comunicare che, a mio avviso, andrebbero utilizzati con maggiore buon senso. Oggi provo a stilare una sorta di bestiario, tra il serio e il faceto.

L’IDENTIKIT DI CHI INSULTA

E’ il problema più preoccupante dei social, dove tutti si sentono autorizzati ad insultare gli altri. Il peggiore è quello che lo fa mentre mostra nel profilo Padre Pio, la Madonna o i propri figli (chissà cosa tramanderà loro). Ci sono poi quelli (tanti, troppi) che hanno poca dimestichezza con le acca: le ignorano quando servono, abbondano se non vengono richieste: in genere ce l’hanno con gli stranieri, che probabilmente conoscono la lingua italiana meglio di loro. Da non sottovalutare, però, l’utente che ha studiato: non sempre il grado di istruzione coincide con l’intelligenza o con il buon senso. Il fenomeno, insomma, è piuttosto trasversale.

LE FRASI STANDARD

The winner is… “E allora il Pd”? E’ come il colore nero, sta bene su tutto. Seguono pidioti, zecche rosse, è tutto un magna magna, è colpa di chi ha governato prima (se si parla di politica) stessero a casa loro, sono finti profughi, hanno il telefono di ultima generazione, vogliono pure la wi-fi, arrivano palestrati, portateli a casa vostra, e, naturalmente, prima gli italiani (se si parla di immigrazione), dove sono finiti i soldi dell’Unicef, dove sono finiti i soldi raccolti per i terremotati (siamo entrati nel capitolo fake news).  

L’INVIDIA SOCIALE

Chiunque guadagna va odiato. Ultimamente nel mirino ci sono i conduttori televisivi. Gli haters, in questo caso, sono quelli che… io pago il canone, c’è gente che muore di fame, i pensionati non arrivano a fine mese, quei soldi dateli ai terremotati.

IL BENALTRISMO

Un termine che fa parte soprattutto del linguaggio giornalistico, indicando chi elude un problema sostenendo che ce ne sono altri, più gravi, da affrontare. Sui social il benaltrismo impera. E, dunque, se si parla di un intervento per le scuole non sta bene perché le strade sono a pezzi, non si deve dibattere di randagismo perché sono più importanti i servizi sanitari, guai ad occuparsi di agricoltura se il commercio langue e così via.

I SELFIE DEI POLITICI

Alcuni fanno concorrenza a Chiara Ferragni, non avendone né il fisico né le capacità di influencer, altri esibiscono figli e cani, molti non perdono occasione per un clic con i propri supporter. Anche la politica si adegua ai tempi del web. Purtroppo.

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